Tutti i docenti regolarmenti abilitati in Spagna, dopo aver presentato l’istanza di riconoscimento al Ministero dell’Istruzione hanno diritto a conoscere l’esito del procedimento entro 120 giorni. 

Nel caso il Miur non risponde entro 4 mesi dalla presentazione della pratica completa, è sazionabile dal Tar ed è possibile intraprendere il ricorso per silenzio inadempimento obbligando il MIUR in tal modo a emettere il decreto di riconoscimento.

Dopo il deposito del ricorso silenzio-inadempimento innanzi al competente Tribunale e la discussione dell’udienza, solitamente, il Tar stabilisce che il Miur debba provvedere all’emanazione del provvedimento amministrativo entro 30 giorni.

Importanza della presentazione del ricorso avverso il silenzio-inadempimento

Il soggetto interessato al riconoscimento del titolo estero, dopo che siano trascorsi 120 giorni dalla mancata risposta, ha la facoltà di impugnare il silenzio serbato dal Miur, in caso di mancata impugnazione, trascorsi 1 anno e 120 giorni dal termine ultimo per l’emanazione del provvedimento amministrativo, perde la facoltà di incidere sull’emanazione del provvedimento, costretto quindi ad aspettare i tempi lunghi ministeriali.

La condotta inerte del Ministero dell’ Istruzione crea inevitabilmente una situazione di incertezza e pone il cittadino interessato in una fase di stallo che pregiudica possibilità e vantaggi futuri dati dalla sua situazione.
Tutti coloro che hanno avanzato una specifica istanza hanno diritto all’adozione del provvedimento. Ciò trova conferma nel disposto di cui all’art. 2 del C.P.A., secondo cui “ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un’istanza, ovvero debba essere iniziato d’ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante l’adozione di un provvedimento espresso”.

CHI PUÒ ADERIRE

Possono aderire tutti coloro che non hanno ottenuto una risposta all’istanza presentata all’amministrazione competente e volta ad ottenere l’emissione del decreto di riconoscimento del titolo conseguito all’estero per l’esercizio della professione corrispondente in Italia.

I NOSTRI RICORSI

Il nostro ufficio legale, da sempre impegnato nella tutela dei docenti e non solo dei propri iscritti, ha consentito a tutti i propri ricorrenti di ottenere il riconoscimento del titolo abilitativo conseguito in Spagna. 

Pubblichiamo alcune tra le centinaia e più recenti sentenze ottenute dal nostro ufficio legale:

Come si può evincere delle stesse sentenze il Tar Lazio accoglie i ricorsi proposti da ricorrenti in possesso di un titolo conseguito all’estero, idoneo all’esercizio della professione corrispondente in Italia  e che, dopo quattro mesi dalla presentazione della documentazione completa, non hanno ricevuto alcuna risposta da parte del Miur. Il Tar ha ammesso che: “a fronte della motivata e documentata domanda del ricorrente e della descritta inerzia del Ministero competente, risulta palese la violazione del generalissimo principio normato dall’art. 2 della legge n. 241/1990 secondo i principi di imparzialità e buon andamento sanciti dall’art. 97 della Costituzione, nonché delle precise disposizioni (art. 51, paragrafo 2, direttiva2005/36/CE; art. 16, comma 6, D.Lgs. n. 206/2007, DM n. 191/2003) che imponevano la conclusione del procedimento in esame entro quattro mesi dal ricevimento della documentazione, termine peraltro scaduto già in data 24 giugno 2015.Condannando il Ministero a concludere definitivamente il procedimento in esame, emettendo il decreto di riconoscimento del titolo nel termine di 30 giorni dalla notifica della succitata sentenza. Come si può evincere delle stesse sentenze il Tar Lazio accoglie i ricorsi proposti da ricorrenti in possesso di un titolo conseguito all’estero, idoneo all’esercizio della professione corrispondente in Italia  e che, dopo quattro mesi dalla presentazione della documentazione completa, non hanno ricevuto alcuna risposta da parte del Miur. Il Tar ha ammesso che: “a fronte della motivata e documentata domanda del ricorrente e della descritta inerzia del Ministero competente, risulta palese la violazione del generalissimo principio normato dall’art. 2 della legge n. 241/1990 secondo i principi di imparzialità e buon andamento sanciti dall’art. 97 della Costituzione, nonché delle precise disposizioni (art. 51, paragrafo 2, direttiva2005/36/CE; art. 16, comma 6, D.Lgs. n. 206/2007, DM n. 191/2003) che imponevano la conclusione del procedimento in esame entro quattro mesi dal ricevimento della documentazione, termine peraltro scaduto già in data 24 giugno 2015.Condannando il Ministero a concludere definitivamente il procedimento in esame, emettendo il decreto di riconoscimento del titolo nel termine di 30 giorni dalla notifica della succitata sentenza.

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