Aumenta la collaborazione tra avvocati e abogados in Spagna: l’ordine degli avvocati di Roma e Barcellona hanno stipulato una storica Convenzione che facilita lo stabilimento e il praticantato.

Sono sempre più i laureati in Giurisprudenza che scelgono di fare l’esame di avvocato in Spagna, complice il minor tempo necessario per acquisire il titolo e le maggiori possibilità di superare con successo la prova.

Gli abogados però, una volta ottenuta l’abilitazione, tornano in Italia e devono iscriversi ad un albo separato – quello degli avvocati stabiliti – e non sono autonomi nelle cause per i successivi 3 anni.

L’ordine degli avvocati di Roma e quello degli avvocati di Barcellona hanno firmato uno storico accordo che allenta le rigide regole dello stabilimento in Italia, aumenta la collaborazione tra i due Paesi e permettono lo svolgimento della pratica forense anche all’estero.

Ecco il punto sulle novità della convenzione approvata lo scorso 31 gennaio 2020.

Abogado in Spagna: gemellaggio Roma-Barcellona

Il fenomeno degli abogados spagnoli che tornano in Italia è in crescita; per tutti coloro che sono iscritti nella Sezione degli avvocati stabiliti sono in arrivo delle novità importanti, grazie all’accordo stipulato tra l’ordine degli avvocati di Roma e quello di Barcellona. Si tratta di un vero e proprio gemellaggio Italia-Spagna, con il quale sarà possibile:

  • scambiare pareri e informazioni sulla professione forense;
  • aggiornarisi sulla reciproca evoluzione normativa;
  • fornire assistenza agli abogados dopo il trasferimento.

L’accordo prevede anche la possibilità di eseguire la pratica obbligatoria per l’abilitazione alla professione forense, o parte di essa, nell’uno e nell’altro Stato, aumentando la comunicazione e la collaborazione tra gli studi legali situati in paesi diversi.

L’ordine degli avvocati di Barcellona, inoltre, si impegna ad implementare l’assistenza agli abogados che tornano in Italia nella validazione del titolo acquisito in Spagna.

Resta fermo il fatto che l’abogado iscritto nella sezione degli avvocati stabiliti non può stare da solo in giudizio per i successivi 3 anni a partire dal giorno dell’iscrizione e non può esercitare dinanzi le giurisdizioni superiori, allo stesso modo non possono firmare gli atti con la sigla “avvocato” ma devono specificare al cliente di aver ottenuto il titolo all’estero.

La seconda ipotesi è il superamento di una prova attitudinale presso il CFN che consta in due prove, una scritta e una orale, e si svolge due volte l’anno. Chi la supera può immediatamente essere iscritto all’Albo ordinario e quindi esercitare la professione forense a pieno titolo ed in autonomia.

Queste le regole stabilite dall’articolo 12 del Dlgs. 96/2001, che ha attuato la direttiva comunitaria 98/5 sull’esercizio della professioni da uno Stato all’altro all’interno dell’Unione europea.

Fonte: Money.it